Un nuovo satellite nello spazio sfoggia il tricolore
nell’oceano Pacifico, all’altezza dell’Equatore. Notizia che non ha avuto particolare clamore, nonostante la sua importanza, probabilmente per la tragedia contemporanea avvenuta in Abruzzo o anche a causa della crisi economica considerato l’investimento di 350 milioni di euro nel progetto.
Il Ministero della Difesa afferma che il satellite del programma SICARL (Sistema Italiano per Comunicazioni Riservate e Allarmi) amplierà le potenzialità di comunicazione in base alle nuove esigenze operative delle forze terrestri, aeree e navali e aggiunge
“il sistema sarà in grado di garantire l’interoperabilità tra le reti della Difesa, assicurando le comunicazioni strategiche e tattiche sul territorio nazionale e nelle operazioni fuori area“
e se necessario
“le comunicazioni nella sicurezza pubblica, nell’emergenza civile e nella gestione e controllo delle infrastrutture strategiche negli interventi della Protezione Civile, delle unità militari intervenute nelle attività di disaster relief”.
La fase di lancio e posizionamento orbitale del satellite è stata coordinata dal Centro Spaziale del Fucino in Abruzzo (megaimpianto di Telespazio Spa con 90 antenne disseminate in una superficie di 370.000 mq); successivamente il controllo del satellite è stato trasferito al Centro Interforze di Gestione e Controllo SICRAL di Vigna di Valle che si trova a pochi chilometri da Roma.
Il SICRAL 1B farà compagnia all’altro satellite italiano SICRAL 1 presente in orbita dal febbraio del 2001, dopo un lancio dal centro spaziale di Kourou, nella Guyana francese. I due opereranno insieme fino all’anno prossimo, poi il SICRAL 1 completerà il suo ciclo di vita diventando così un altro dei tanti “oggetti” vaganti nello spazio. A differenza del predecessore il SICRAL 1B è stato progettato per avere una vita operativa di 13 anni che si spera che ci arrivi. Nel frattempo i vertici della Difesa si sono già orientati allo sviluppo e realizzazione della nuova generazione dei satelliti, SICRAL 2, dei quali probabilmente uno sarà mandato in orbita nel 2012.
Il SICRAL 1B è stato realizzato attraverso una “Public-Private Partnership” fra la Difesa e la “Thales Alenia Space Alliance”, un consorzio creato dal colosso dell’industria bellica francese Thales (67%) e da Finmeccanica (33%). Quindi di italiano a quanto pare c’è ben poco nella realizzazione del progetto, mentre per quanto riguarda il sistema di lancio l’Italia non ha partecipato minimamente, infatti la base mobile situata nell’Oceano Pacifico è gestita dalla “Sea Launch Company”, società con sede a Los Angeles, California, che ha pure curato le operazioni e i test pre-lancio del SICRAL 1.
Fonte: IMGPress
Dominik Patryk Podobinski
1 comment maggio 17th, 2009




